Carburanti, addio sconto pieno: quanto paghi alla pompa e chi potrebbe avere il bonus?
Lo sconto sul gasolio scende a 12,2 centesimi al litro e dimezza già dal 26 settembre: ecco il calendario, il bollo auto nel 2027 e i contorni del bonus carburante.
Chi usa l'auto ogni giorno per lavorare, portare i figli a scuola o accompagnare un genitore dal medico ha imparato, in questi mesi, a guardare il prezzo del gasolio con attenzione. Dopo un lungo periodo di sconto pieno sulle accise, qualcosa è cambiato: dal 18 settembre il risparmio alla pompa si è ridotto e continuerà a diminuire a scalare fino ai primi di ottobre. Non è tutto: nelle stesse settimane il Governo ha annunciato misure che toccano da vicino il portafoglio degli automobilisti, dalla sospensione del bollo auto a un possibile contributo per il carburante.
Fino a quando lo Stato continuerà a tenere giù il prezzo del carburante e cosa significa, in pratica, per il tuo portafoglio?
Il Consiglio dei Ministri del 16 settembre 2026 ha approvato il decreto-legge n. 189, che proroga il taglio delle accise sul gasolio ma con importi ridotti rispetto al passato. Lo sconto pieno di 17 centesimi al litro, scaduto il 17 settembre, lascia il posto a una riduzione graduale: 12,2 centesimi al litro (IVA inclusa) nella settimana dal 18 al 25 settembre, poi 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. Dal giorno successivo scatterà il meccanismo delle cosiddette accise mobili.
Lo sconto alla pompa: il calendario completo
I numeri del decreto sono precisi. L'aliquota ordinaria di accisa sul gasolio usato come carburante è di 672,90 euro per mille litri. Dal 18 al 25 settembre 2026 l'aliquota scende a 572,90 euro per mille litri: sommando l'effetto dell'IVA, il risparmio alla pompa è di 12,2 centesimi per ogni litro (circa 10 centesimi al netto dell'imposta). Dal 26 settembre al 5 ottobre l'aliquota risale a 622,90 euro per mille litri e lo sconto si dimezza: 6,1 centesimi al litro IVA inclusa.
Nella pratica, per chi riempie un serbatoio da 50 litri di gasolio, la differenza si nota: con lo sconto pieno di 17 centesimi il risparmio era di circa 8,5 euro per pieno; nella prima fase scende a poco più di 6 euro, nella seconda a circa 3 euro. Va ricordato che l'intervento riguarda in particolare il gasolio, il carburante più usato da chi percorre molti chilometri per lavoro: chi ha un'auto a benzina non deve aspettarsi riduzioni simili alla pompa.
Dal 5 ottobre: come funzionano le accise mobili
La data del 5 ottobre non segna solo la fine degli sconti fissi. Da quel giorno si attiva il meccanismo delle accise mobili, previsto dall'articolo 1, commi 290 e 291, della legge 244 del 2007: l'extragettito di IVA generato dall'aumento dei prezzi alla pompa viene automaticamente restituito sotto forma di riduzione delle accise, così da contenere il prezzo finale senza dover approvare nuovi decreti.
È un meccanismo utile, ma non va letto come una garanzia di prezzo massimo: la riduzione varia con l'andamento del mercato. Se il petrolio sale, l'extragettito di IVA cresce e le accise vengono abbassate; se i prezzi si fermano o scendono, anche la riduzione si assottiglia o scompare. Il prezzo alla pompa, in altre parole, tornerà a dipendere in misura maggiore dall'andamento internazionale dei costi dell'energia.
Bollo auto 2027: chi non lo paga più
Nello stesso pacchetto approvato dal Consiglio dei Ministri è entrata una misura destinata ad avere un impatto molto concreto: la sospensione del bollo auto, per il 2027, a favore delle persone fisiche proprietarie di autovetture alimentate a benzina o gasolio (incluse le ibride, per le quali si considera solo la potenza del motore termico) con potenza fino a 80 kilowatt, e di tutti i motocicli e i ciclomotori. L'esenzione vale per un solo veicolo per cittadino, che deve essere regolarmente assicurato.
Se in garage ci fossero più veicoli agevolabili, l'esenzione spetterebbe per quello di potenza minore; a parità di potenza, per quello che paga il bollo più basso. Per le moto e i motorini l'esenzione è riconosciuta a chi non possiede già un'auto entro gli 80 kW. Secondo le stime diffuse dall'Esecutivo si tratterebbe di circa 14,5 milioni di veicoli: oltre il 70% delle auto in circolazione più circa un milione di motoveicoli. Le Regioni, che incassano la tassa, sarebbero compensate con un trasferimento di circa 2,3 miliardi di euro per il 2027.
Come capire se la tua auto rientra: basta guardare il certificato di circolazione, campo P.2, dove è indicata la potenza in kilowatt. Molte utilitarie e citycar diffuse in Italia (Panda, 500, Clio, Polo, Yaris, solo per citare alcuni esempi citati nel dibattito pubblico) rientrano nella soglia; alcune versioni più potenti dello stesso modello, no.
Due precisazioni doverose. La prima: per ora il testo del decreto riguarda il solo 2027; il carattere strutturale annunciato dal Governo dipenderà dalle coperture che saranno definite nella prossima legge di bilancio. La seconda: il decreto dovrà comunque superare l'iter di conversione in Parlamento, quindi aspettarsi conferme prima di programmare il bilancio familiare è la scelta più prudente.
Il bonus da 150 euro: attenzione, è ancora un'ipotesi
Sul tema si registra anche un'attesa grande: un eventuale bonus carburante una tantum da 150 euro (nella precedente ipotesi 50 euro al mese per ottobre, novembre e dicembre) per lavoratori dipendenti e, forse, partite IVA con reddito o ISEE fino a 28.000 euro. Nelle ipotesi più accreditate resterebbero esclusi i pensionati, mentre la posizione dei dipendenti pubblici sarebbe ancora in valutazione.
Qui serve la massima prudenza: nulla di tutto questo è stato confermato. Al momento non esistono requisiti ufficiali, date di erogazione né modalità di richiesta: la partita è rinviata alla definizione delle misure selettive, che dipende anche dai dati Istat su Pil e deficit attesi per il 22 settembre. Finché non ci saranno testi pubblicati in Gazzetta Ufficiale, ogni cifra, soglia o scadenza va considerata come semplice ipotesi di lavoro.
Un'avvertenza che diventa doverosa proprio in questa fase di attesa: quando si parla di bonus e contributi non ancora definiti, aumentano i tentativi di truffa. Messaggi, chiamate o siti che chiedono denaro, coordinate bancarie o documenti personali "per riservare" o "sbloccare" il bonus carburante vanno ignorati e segnalati: un contributo statale non si richiede mai tramite pagamenti anticipati a privati.
Cosa significa per i consumatori
- Alla pompa il risparmio si assottiglia: per un pieno da 50 litri di gasolio si passa da circa 8,5 euro di sconto pieno a poco più di 6 euro fino al 25 settembre e a circa 3 euro fino al 5 ottobre.
- Dal 5 ottobre il prezzo diventa variabile: le accise mobili riducono l'imposta solo quando l'IVA incassata dallo Stato cresce, quindi nessun prezzo è garantito.
- Bollo 2027: se la tua auto ha nel libretto (campo P.2) una potenza fino a 80 kW, o possiedi una moto, potresti non pagare la tassa nel 2027; resta inteso che il testo definitivo può ancora cambiare.
- Il bonus carburante non esiste ancora: finché non sono pubblicati requisiti ufficiali, nessuno può prometterti i 150 euro, tanto meno dietro pagamento.
- Conserva scontrini e ricevute se usi l'auto per lavoro: potrebbero servire per eventuali misure o detrazioni future.
Cosa fare
Primo: apri il libretto di circolazione e controlla il campo P.2, la potenza in kilowatt, per capire se il tuo veicolo rientra nella futura esenzione dal bollo. Secondo: fai i conti con calma, perché il taglio delle accise è solo una parte del prezzo; le differenze tra distributori vicini, o tra self service e servito, possono valere più dello sconto statale. Terzo: diffida di qualsiasi comunicazione che promette il bonus in cambio di dati o denaro. Quarto: conserva scontrini, ricevute e documentazione delle spese di carburante se l'auto serve per il lavoro. Quinto: se hai dubbi su tasse, utenze o spese di trasporto, farti accompagnare da chi conosce queste procedure può evitare errori costosi.
In sintesi
Lo sconto sul carburante non sparisce da un giorno all'altro, ma si riduce a scalare e dal 5 ottobre diventa variabile. Il risparmio alla pompa si assottiglia, mentre crescono le attese su bollo auto e bonus: su entrambi i fronti conviene informarsi solo su fonti ufficiali e attendere i testi definitivi, senza farsi travolgere da annunci o promesse premature.
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