ISEE 2026 e prima casa: con la franchigia a 91.500 euro torni a prendere i bonus?
La casa in cui vivi non è un lusso: dal 1° gennaio 2026 il nuovo calcolo dell'ISEE lo riconosce e molte famiglie possono rientrare nelle soglie dei bonus familiari.
Hai chiesto l'assegno unico o il bonus asilo nido e la domanda è finita nel cestino perché l'ISEE risultava "troppo alto", nonostante in famiglia gli stipendi fossero tutt'altro che alti? Per tante famiglie proprietarie il colpevole era una sola voce: la casa. Il suo valore, anche quando restava l'unico bene posseduto, gonfiava l'indicatore e faceva scivolare il nucleo fuori dalle soglie di accesso, a volte per pochi euro.
Chi possiede la casa in cui vive può oggi ottenere un ISEE più basso? Sì, per le principali prestazioni familiari e di inclusione, e non serve aspettare una riforma futura: la regola è già in vigore dal 1° gennaio 2026.
Lo prevede l'articolo 1, comma 208, della Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199), che modifica la franchigia sull'abitazione principale e le maggiorazioni per i figli nel calcolo dell'ISEE. Le modalità operative sono illustrate dal messaggio INPS n. 102 del 12 gennaio 2026 e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Cosa cambia concretamente: la franchigia sull'abitazione principale
Le regole generali dell'ISEE restano quelle del D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159. Fino a ieri la casa di abitazione restava fuori dal calcolo fino a un valore di 52.500 euro; sopra questa soglia, nel patrimonio familiare finiva due terzi della parte eccedente. Il valore da considerare, attenzione, non è quello di mercato: si usa il valore catastale ai fini IMU, al netto del mutuo ancora da restituire.
Con la Legge di Bilancio 2026 la soglia sale a 91.500 euro e, per i nuclei residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane, a 120.000 euro. Nella pratica significa che una quota molto più ampia di case "normali" esce del tutto dal calcolo del patrimonio immobiliare: un'abitazione con valore IMU di 95.000 euro e 30.000 euro di mutuo residuo, ad esempio, ha un valore netto di 65.000 euro che prima generava una eccedenza tassata di fatto nell'ISEE e oggi resta interamente fuori.
Attenzione: la nuova franchigia non vale per tutti i bonus
È la precisazione più importante, perché evita delusioni. Il nuovo calcolo riguarda un indicatore specifico, quello che l'INPS chiama ISEE "per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione", valido esclusivamente per:
- assegno unico e universale per i figli a carico;
- assegno di inclusione (AdI);
- supporto per la formazione e il lavoro (SFL);
- bonus asilo nido e forme di supporto a domicilio;
- bonus nuovi nati.
Per tutte le altre prestazioni — ISEE universitario, mense scolastiche, tariffe agevolate dei comuni — restano le regole precedenti, con la casa esclusa solo fino a 52.500 euro. Chi deve presentare una DSU per l'università, quindi, non deve aspettarsi lo stesso vantaggio.
Figli e grandi città: soglie ancora più alte
La franchigia non è un numero fisso. Per ogni figlio convivente successivo al primo la soglia aumenta di 2.500 euro, e rispetto al passato la maggiorazione scatta prima: prima si attivava solo dal terzo figlio, oggi dal secondo. Si aggiungono maggiorazioni più generose della scala di equivalenza, il parametro che ripartisce la ricchezza in base ai componenti del nucleo: +0,10 con due figli, +0,25 con tre, +0,40 con quattro, +0,55 con almeno cinque.
Per quanto riguarda le grandi città, la norma richiama i comuni capoluogo delle città metropolitane: Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo e gli altri capoluoghi. L'elenco operativo indicato dall'INPS nel messaggio n. 102/2026 comprende anche Sassari: se si vive in un capoluogo, conviene verificare la propria posizione nell'istruzioni ufficiali prima di presentare la DSU.
Quanto vale il vantaggio, in euro
Dipende dalla famiglia. Le stime ufficiali che accompagnano la manovra indicano in media circa 10 euro al mese in più sull'assegno unico per nucleo. Ma per molte famiglie il guadagno vero è un altro: rientrare nelle soglie di accesso a bonus che prima si perdevano per pochi euro. Lo Stato, per fare un termine di paragone, ha stanziato 465 milioni di euro aggiuntivi per il 2026 proprio per sostenere questa platea più ampia.
Più vantaggi, ma anche più controlli
Il rovescio della medaglia è il rafforzamento delle verifiche. La DSU è una dichiarazione sostitutiva: i dati dichiarati vengono incrociati di routine con gli archivi dell'INPS e dell'Agenzia delle Entrate, con l'Anagrafe nazionale della popolazione residente e con i registri automobilistici, per intercettare nuclei "spezzati ad arte" o residenze fittizie usate per abbassare l'indicatore. Nel patrimonio mobiliare, inoltre, vanno indicate anche le criptovalute e le somme in valuta estera, secondo i criteri aggiornati dalla DSU 2026. Dichiarazioni di comodo, in questo contesto, sono un rischio concreto, non un'opzione.
Cosa significa per i consumatori
- Se nel 2026 hai perso assegno unico, bonus nido, AdI o SFL perché la casa sforava il vecchio tetto di 52.500 euro, oggi potresti rientrare nelle soglie: la DSU va rifatta, l'ISEE non si aggiorna da solo.
- Il valore che conta è quello catastale IMU, al netto del mutuo residuo, non il prezzo di mercato: verifica i dati prima di rinunciare a una domanda.
- Con due o più figli conviventi la soglia sale ulteriormente (+2.500 euro da ogni figlio oltre il primo) e la scala di equivalenza lavora a favore del nucleo.
- Se risiedi in un capoluogo metropolitano la franchigia arriva a 120.000 euro.
- L'ISEE ordinario (università, mense, tariffe comunali) segue invece le regole vecchie.
Cosa fare
Il primo passo è rifare la DSU: l'attestazione ISEE è valida fino al 31 dicembre dell'anno di sottoscrizione e non viene ricalcolata in automatico quando cambia la legge. Se una domanda di bonus è stata respinta nei mesi scorsi proprio per il valore della casa, la DSU può essere rinnovata e la domanda ripresentata, con i tempi e le regole del servizio richiesto. Conserva tutta la documentazione: visura catastale, quietanze del mutuo residuo, autocertificazioni sulla composizione del nucleo. Sono i documenti che rendono solida una richiesta e che servono in caso di controllo. Se la posizione è complicata — comproprietà, familiari conviventi in modo parziale, residenze cambiate di recente — una verifica preventiva evita domande destinate a essere respinte.
In sintesi
La Legge di Bilancio 2026 riconosce un principio di buon senso: la casa in cui si vive non è ricchezza disponibile, e non deve cancellare i diritti delle famiglie. La franchigia a 91.500 euro (120.000 nei capoluoghi metropolitani) e le maggiorazioni per i figli ridisegnano l'accesso ad assegno unico, nido, AdI e SFL. Ma il beneficio non arriva da solo: è la DSU aggiornata a far scattare il nuovo calcolo.
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