Bollette pazze di luce, gas e telefono: come contestarle
Bollette con importi anomali, consumi vecchi di anni, costi non previsti o disservizi della linea: ecco cosa dice la normativa, come verificare la tua bolletta e quando puoi contestarla.
Bollette luce e gas: la prescrizione di 2 anni
La Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) ha ridotto da 5 a 2 anni il termine entro cui il fornitore può chiederti il pagamento dei consumi. La regola vale per le bollette della luce emesse dal 1° marzo 2018, del gas dal 1° gennaio 2019 e dell'acqua dal 1° gennaio 2020.
Se la bolletta ti chiede consumi che risalgono a più di due anni prima della data di emissione, per quella parte puoi eccepire la prescrizione e non pagarla.
Come verificarla
- Guarda la data di emissione della bolletta.
- Guarda il periodo dei consumi fatturati, di solito nel riepilogo o nel dettaglio letture.
- Se tra l'inizio dei consumi e l'emissione sono passati più di due anni, quella parte è prescritta. Esempio: una bolletta emessa a ottobre 2026 che addebita consumi di giugno 2024.
Cosa fare
- Non pagare l'importo prescritto. Se hai la domiciliazione bancaria, chiedi alla banca di bloccare quell'addebito.
- Scrivi al fornitore, meglio con PEC o raccomandata A/R, dichiarando che ti avvali della prescrizione biennale.
- Conserva bollette, ricevute di pagamento e corrispondenza.
Altri motivi per contestare una bolletta
- Importi esorbitanti rispetto ai consumi abituali, anche dieci volte superiori, spesso dovuti a conguagli o letture stimate errate.
- Modifiche unilaterali del contratto (aumento del prezzo, cambio dell'offerta) senza la comunicazione preventiva prevista dalla normativa.
- Consumi stimati troppo alti, doppi addebiti o importi già pagati.
- Contatore guasto o mai installato, fornitura non attiva o contratto già cessato.
- Attivazioni o contratti non richiesti, ad esempio dopo una telefonata o una visita a domicilio.
- Sospensione della fornitura o minaccia di distacco senza il preavviso dovuto.
Come si contesta
Il primo passo è un reclamo scritto al fornitore, con le prove allegate. Se la risposta non arriva o non è soddisfacente, per luce e gas puoi attivare il Servizio Conciliazione di ARERA: è gratuito, si svolge online ed è obbligatorio prima di rivolgersi al giudice. Per le violazioni più gravi puoi anche presentare una segnalazione all'Autorità.
Problemi con le compagnie telefoniche e internet
Costi non previsti, servizi a pagamento mai richiesti, linea interrotta o lenta, ritardi nell'attivazione o nella portabilità del numero: anche in questi casi hai degli strumenti per difenderti.
- Raccogli la documentazione: contratto, fatture, segnalazioni e comunicazioni con l'operatore.
- Presenta un reclamo al servizio clienti, tenendo traccia della data e del numero di pratica.
- Se il problema non si risolve, avvia la conciliazione presso il Corecom tramite la piattaforma ConciliaWeb. La procedura è gratuita ed è obbligatoria prima di andare dal giudice. Si può chiedere anche un provvedimento d'urgenza per riattivare il servizio.
Gli indennizzi previsti da AGCOM
Il regolamento AGCOM sugli indennizzi prevede somme per ogni giorno di disservizio, ad esempio:
- ritardo nell'attivazione del servizio: 7,50 € al giorno;
- interruzione del servizio per motivi tecnici: 6,00 € al giorno;
- malfunzionamento o servizio discontinuo: 3,00 € al giorno;
- ritardo nella portabilità del numero: 5,00 € al giorno;
- mancata o ritardata risposta a un reclamo: 2,50 € al giorno, fino a 300 €.
Come ti aiuta Centro Tutele
Centro Tutele è un'associazione di volontari che tutela consumatori e piccole imprese. Esaminiamo gratuitamente la tua bolletta o il tuo contratto, ti diciamo se ci sono margini per contestarla e ti affianchiamo nel reclamo e nella conciliazione con il fornitore o l'operatore telefonico.
Compila il modulo oppure scrivici su WhatsApp.