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SOVRAINDEBITAMENTO · CODICE DELLA CRISI

I debiti non devono
decidere il tuo futuro.

Se le rate sono diventate impossibili, la legge può offrirti una strada per ripartire. Ti aiutiamo a capire quale, partendo dalla tua situazione.

Primo contatto gratuito. Ascolto, chiarezza, nessuna promessa di risultato.

Una possibilità prevista dalla leggeUna procedura su misuraUna decisione del tribunale

CAPIRE, PRIMA DI SCEGLIERE

Che cosa significa
esdebitazione?

È la possibilità di liberarsi dai debiti residui che la legge consente di rendere inesigibili.

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019, CCII) prevede percorsi per chi non riesce più a pagare regolarmente. Alcuni riorganizzano i pagamenti, altri liquidano i beni; per la persona fisica incapiente esiste un beneficio specifico.

La soluzione dipende dall’origine dei debiti, dalle risorse e dalla condotta del debitore. Non è un condono automatico: occorrono requisiti, documenti e il controllo del giudice.

Consulta il Codice della crisi ↗

DUE PROFILI, STRADE DIVERSE

Da quale situazione parti?

Conta il motivo per cui sono nati i debiti.
La sola partita IVA non basta a classificarti.

01 / DEBITI PERSONALI

Il consumatore

Una persona fisica con obbligazioni contratte per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale: per esempio prestiti per esigenze familiari o acquisti personali.

  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore
  • Liquidazione controllata
  • Esdebitazione dell’incapiente, se ne ha i requisiti
Vedi le procedure per il consumatore
02 / DEBITI DELL’ATTIVITÀ

Il non consumatore

Nel sovraindebitamento rientrano professionisti, imprenditori minori, imprenditori agricoli e altri debitori esclusi dalla liquidazione giudiziale e dalle altre procedure indicate dalla legge.

  • Concordato minore
  • Liquidazione controllata
  • Esdebitazione dell’incapiente, solo per persone fisiche
Vedi le procedure per l’attività

Hai debiti personali e dell’attività, oppure hai cessato l’impresa? Occorre esaminare le singole obbligazioni. Le imprese assoggettabili alla liquidazione giudiziale seguono altri strumenti del CCII. Riferimento: art. 2 CCII.

LE POSSIBILITÀ PREVISTE DAL CCII

Quattro percorsi.
Una scelta da valutare insieme.

4 procedure · confronto orientativo

01Consumatore

Ristrutturazione dei debiti

Il piano del consumatore · artt. 67–73 CCII

Una proposta costruita sui redditi, sui beni e sulle spese necessarie della famiglia. Può prevedere rate sostenibili e pagamenti parziali, rispettando le tutele dei crediti privilegiati.

Cosa comporta

Non richiede il voto dei creditori: il giudice verifica ammissibilità e fattibilità e decide sulle contestazioni. La riduzione concordata si consolida con la corretta esecuzione del piano; non basta depositare la domanda.

Leggi la norma ↗
02Non consumatore

Concordato minore

Professionisti e piccoli operatori · artt. 74–83 CCII

Una proposta per riorganizzare i debiti e proseguire l’attività. Se non c’è continuità, occorrono risorse esterne che incrementino in misura apprezzabile l’attivo disponibile.

Cosa comporta

I creditori votano secondo le maggioranze di legge e il tribunale decide sull’omologazione. È necessario eseguire quanto previsto. Non è accessibile al consumatore.

Leggi la norma ↗
03Entrambi i profili

Liquidazione controllata

Per consumatori e non consumatori · artt. 268–277 e 282 CCII

Il liquidatore realizza i beni e le risorse disponibili per pagare i creditori. Sono salvaguardate le somme necessarie al mantenimento, nella misura stabilita dal giudice, e i beni esclusi dalla legge.

Cosa comporta

Il patrimonio liquidabile, compresa la casa, può essere venduto. L’esdebitazione è dichiarata dal tribunale alla chiusura o, prima, dopo tre anni dall’apertura, se ricorrono i requisiti. Non interrompe le operazioni liquidatorie ancora in corso.

Leggi la norma ↗
04Entrambi i profili

Esdebitazione dell’incapiente

Solo persone fisiche · art. 283 CCII

Per chi è meritevole e non può offrire alcuna utilità ai creditori, nemmeno futura. Consente di chiedere il beneficio senza un piano di pagamento, dopo l’esame dell’OCC e del giudice.

Cosa comporta

Si può ottenere una sola volta. Per i tre anni successivi l’OCC verifica eventuali nuove utilità: su queste possono riaprirsi azioni nei limiti di legge. Vanno rispettati gli obblighi informativi fissati nel decreto.

Leggi la norma ↗

Accesso e beneficio richiedono le condizioni di legge. Colpa grave, malafede, frode, precedenti esdebitazioni e obblighi di collaborazione vanno verificati in relazione alla procedura. Per le società i requisiti e gli effetti del beneficio richiedono una valutazione dedicata.

DAL PRIMO CONTATTO ALLA PROCEDURA

Un passo alla volta,
con le cose in chiaro.

01

Ci racconti la situazione

Debiti, reddito, famiglia e urgenze. Se hai un pignoramento o un’asta, indica subito le date.

02

Si raccolgono i documenti

Si ricostruiscono creditori, beni, spese e cause della crisi. La scelta parte da dati completi.

03

OCC e professionisti

L’OCC competente verifica la situazione e prepara la relazione prevista. Con l’eventuale assistenza professionale si definisce il percorso.

04

Il tribunale decide

Il giudice valuta la domanda. Dopo il provvedimento si rispettano pagamenti, controlli e obblighi informativi.

Per iniziare, tieni a portata di mano

Non devi avere tutto pronto per contattarci.

  • Elenco debiti, contratti e cartelle
  • Redditi degli ultimi tre anni e cedolini recenti
  • Spese familiari, beni e conti correnti
  • Atti giudiziari e operazioni patrimoniali degli ultimi cinque anni
Chi fa cosa

Centro Tutele offre ascolto e orientamento e affianca nella raccolta della documentazione. L’associazione non sostituisce l’OCC, il gestore, il liquidatore o il tribunale. L’advisor assiste nella preparazione della pratica; l’OCC svolge le verifiche indipendenti e le funzioni previste dalla legge. Costi e incarichi vanno chiariti prima di procedere.

UNA VOCE DAL SITO CENTRO TUTELE

Ripartire significa
ritrovare serenità.

«Non pensavo di poterne uscire»
IreneMadre e dipendente

Nel racconto pubblicato sul sito dell’associazione, Irene descrive il peso dei contatti dei recuperatori e la serenità ritrovata dopo il percorso.

Leggi la testimonianza alla fonte ↗

Testimonianza già pubblicata da Centro Tutele; non verificata indipendentemente e priva qui di un provvedimento giudiziario associato. Ogni situazione ha un esito diverso.

PROVVEDIMENTI CONSULTABILI

La legge, nelle storie reali.

Due decreti con il testo integrale.
Le decisioni dipendono dai fatti del singolo caso.

TRIBUNALE DI AVELLINO · 9 GENNAIO 2025

Anche i debiti fiscali
richiedono una valutazione concreta.

Il tribunale ha concesso l’esdebitazione dell’incapiente a una lavoratrice autonoma con debiti fiscali e contributivi, considerando le difficoltà personali, l’assenza di risorse e la mancanza di condotte fraudolente o gravemente colpose.

Cosa ci insegna: la sola natura fiscale del debito non comporta, in questo caso, il rigetto automatico.

Apri il decreto integrale (PDF) ↗
TRIBUNALE DI GELA · 23 SETTEMBRE 2025

Un reddito modesto
non esclude l’incapienza.

Dopo il decesso del coniuge e la riduzione del reddito familiare, il tribunale ha concesso il beneficio a una persona con debiti per €57.723,41. Ha valutato l’attivo esiguo, il fabbisogno familiare e l’assenza di utilità sufficienti per i creditori.

Cosa ci insegna: contano le risorse realmente disponibili, con obblighi di comunicazione e vigilanza per tre anni.

Apri il decreto integrale (PDF) ↗

Testi giudiziari pubblicati da Il Caso.it e consultati l’8 ottobre 2026. Sono precedenti informativi, non pratiche attribuite a Centro Tutele né garanzie di accoglimento.

LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI

Risposte semplici.
Scelte consapevoli.

Una prima guida per capire che cosa aspettarti.

L’esdebitazione cancella davvero tutti i debiti?

Rende inesigibili i debiti residui che rientrano nel beneficio. Restano esclusioni di legge: per esempio obblighi alimentari e di mantenimento, risarcimenti da illecito extracontrattuale e sanzioni penali e amministrative pecuniarie non accessorie a debiti estinti. Occorre verificare ogni voce, anche fiscale.

Posso inserire cartelle e debiti con banche e finanziarie?

In linea generale sì, anche debiti tributari e contributivi possono rientrare nelle procedure. Garanzie, privilegi, natura del credito ed esclusioni di legge richiedono una verifica specifica; non tutte le cartelle ricevono lo stesso trattamento.

Devo essere disoccupato per essere incapiente?

No. Anche chi percepisce stipendio o pensione può essere incapiente, se non dispone di utilità destinabili ai creditori, nemmeno in prospettiva. Il reddito va valutato con le spese necessarie e i parametri dell’art. 283 CCII, considerando anche il patrimonio.

Posso mantenere la mia casa?

Dipende dalla procedura e dai numeri. Nel piano del consumatore l’art. 67, comma 5, consente in determinate condizioni di proseguire il mutuo dell’abitazione principale. Nella liquidazione gli immobili possono essere venduti. La casa non è protetta automaticamente.

Un contatto con Centro Tutele ferma i pignoramenti?

No. Servono le misure e i provvedimenti previsti per la procedura. Nel piano del consumatore la sospensione può essere richiesta al giudice. Se hai un’asta o un termine vicino, segnala subito la data e conserva tutti gli atti.

Quanto costa e quanto dura?

Il primo contatto con Centro Tutele è gratuito. OCC, eventuali professionisti e spese giudiziarie hanno costi da chiarire prima dell’incarico. Per l’incapiente i compensi dell’OCC sono ridotti della metà. I tempi dipendono da documenti, tribunale e procedura: non esiste una durata unica garantita.

Se ho una partita IVA sono sempre un non consumatore?

La sola partita IVA non decide: conta l’origine delle obbligazioni. Il consumatore agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale. Debiti misti, garanzie societarie e debiti di un’attività cessata richiedono un esame specifico.

I miei familiari o garanti vengono liberati?

Il beneficio del debitore non libera automaticamente coobbligati e fideiussori. Per più familiari sovraindebitati è possibile valutare una procedura familiare ai sensi dell’art. 66 CCII, quando ricorrono le condizioni, mantenendo distinte le masse patrimoniali.

NON DEVI AFFRONTARE TUTTO DA SOLO

Cominciamo
dalla tua storia.

Scrivici per un primo orientamento gratuito. Raccontaci in poche righe che cosa sta succedendo: ti aiuteremo a capire quali aspetti approfondire.

Fonti e aggiornamento

Guida informativa aggiornata con le fonti consultate l’8 ottobre 2026. Riferimenti: D.Lgs. 14/2019 e modifiche del D.Lgs. 136/2024. La valutazione individuale resta indispensabile.

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