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Volksbank, prescrizione in scadenza: come i risparmiatori possono ancora agire

La prima class action finanziaria vinta in Italia cambia lo scenario: chi non ha aderito deve interrompere la prescrizione entro il 30 settembre 2026.
30 settembre 2026 di
Volksbank, prescrizione in scadenza: come i risparmiatori possono ancora agire
C. Daniele

Volksbank, prescrizione in scadenza: come i risparmiatori possono ancora agire

Chi ha comprato azioni della banca altoatesina tra il 2012 e il 2015 ha una finestra molto stretta: la comunicazione per interrompere la prescrizione va spedita entro il 30 settembre 2026.

Centinaia di famiglie del Nord Est, e non solo, hanno messo parte dei propri risparmi nelle azioni della Banca Popolare dell'Alto Adige - Volksbank tra il 2012 e il 2015. Molti lo avevano fatto in banca, consigliati dal proprio gestore, con profili di investitori prudenti. Con il tempo il valore di quei titoli è crollato e da anni chi li detiene si chiede se potrà davvero recuperare qualcosa.

Lo scenario è cambiato nel giugno 2026, quando il Tribunale di Venezia ha accolto nel merito la causa collettiva promossa da associazioni di consumatori e risparmiatori. Ma per chi non ha aderito a quella class action resta aperta una domanda decisiva, con un orologio che scorre: è ancora possibile far valere i propri diritti e cosa bisogna fare, e entro quando?

Con la sentenza del 9 giugno 2026 il Tribunale di Venezia ha scritto una pagina inedita nel diritto italiano: è la prima volta che una class action in ambito finanziario viene accolta nel merito contro un istituto di credito. I giudici hanno accertato che le schede prodotto consegnate ai risparmiatori al momento dell'acquisto delle azioni erano gravemente carenti sotto il profilo informativo: in particolare, il rischio di illiquidità dei titoli era stato sottolineato in modo insufficiente. La banca è stata ritenuta responsabile della violazione degli articoli 21, 23 e 94 del D.Lgs. n. 58/1998, il Testo Unico della Finanza, e delle norme regolamentari Consob.

L'esito pratico è duplice: la risoluzione degli acquisti per grave inadempimento e il risarcimento dei danni a favore di circa 650 risparmiatori, con richieste complessive nell'ordine dei sei milioni di euro. L'importo spettante a ciascun aderente non è ancora definito: la quantificazione puntuale è rimessa a una consulenza tecnica tuttora in corso davanti allo stesso tribunale. La Corte d'Appello di Venezia aveva nel frattempo allargato la classe dei potenziali aderenti, includendo anche gli acquisti successivi a luglio 2015.

Prescrizione: perché il 30 settembre 2026 è una data decisiva

I diritti al risarcimento non durano per sempre: si prescrivono. Secondo gli articoli 2943 e 2946 del codice civile, un atto idoneo interrompe la prescrizione e fa ripartire da zero il termine, che per queste pretese è di dieci anni. Le associazioni che seguono la vicenda indicano nell'ottobre 2026 la scadenza del termine attuale, calcolato a partire dalla trasformazione della banca in società per azioni avvenuta nell'autunno 2016, data da cui più pronunce, tra cui quelle del Tribunale di Bolzano, fanno decorrere la prescrizione.

Per questo chi ha subìto le perdite e non ha aderito alla class action può conservare il diritto con una comunicazione formale di interruzione della prescrizione da inviare alla banca entro il 30 settembre 2026. La comunicazione deve viaggiare con mezzi che forniscano prova legale di invio e ricezione: raccomandata con avviso di ricevimento oppure posta elettronica certificata. La sede della banca è in Via del Macello 55, Bolzano; l'indirizzo PEC indicato dall'istituto è segreteriadirezione@pec.volksbank.it. Uno dei modelli di lettera diffusi dalle associazioni promotrici della causa collettiva può servire come base, da adattare alla propria situazione.

Cosa non è questa comunicazione: i limiti da conoscere

Serve chiarezza, perché da questa procedura nascono spesso aspettative eccessive. La lettera interruttiva non è una causa, non è un rimborso e non garantisce alcun esito: è l'atto che impedisce che il diritto si perda per il decorrere del tempo, mantenendo aperta la possibilità di agire in futuro, anche singolarmente, entro il nuovo termine di dieci anni.

Inoltre chi è già aderente alla class action vinta a Venezia non ha bisogno di questa comunicazione: la sua posizione è già tutelata nel giudizio collettivo, in attesa della quantificazione dei danni. E ogni posizione resta valutabile nel merito caso per caso: contano i documenti d'acquisto, le schede prodotto ricevute, il profilo di investitore e le comunicazioni avute con la banca. Vale infine ricordare che per efficacia l'atto deve pervenire in modo corretto: per la raccomandata conta la prova dell'invio e del recapito, per la PEC è essenziale ricevere la ricevuta di avvenuta consegna.

Cosa significa per i consumatori

  • Chi ha comprato azioni Volksbank tra il 2012 e il 2015 (e, secondo l'ampliamento della Corte d'Appello, anche dopo luglio 2015) e non ha aderito alla class action ha ancora un'occasione concreta, ma va usata entro il 30 settembre 2026.
  • La comunicazione interruttiva va spedita con raccomandata A/R o PEC, conservando ogni ricevuta: sono la prova che il diritto è stato conservato.
  • La sentenza di giugno 2026 costituisce un precedente importante: un giudice ha accertato la responsabilità della banca per informazione insufficiente sui rischi dei titoli.
  • Chi ha già aderito alla causa collettiva non deve rifare nulla: attende la quantificazione dei danni.

Cosa fare oggi, in pratica

Il primo passo è recuperare la documentazione: contratto o modulistica di acquisto, schede prodotto, estratti conto dei titoli, comunicazioni della banca. Il secondo è far partire la comunicazione di interruzione entro la scadenza: con la PEC è sufficiente l'invio entro le 23:59 del 30 settembre, con la raccomandata conta consegnare il plico all'ufficio postale entro la chiusura di oggi e conservare la ricevuta. Il terzo passo è archiviare ogni prova dell'invio e, nei giorni successivi, verificare l'avviso di ricevimento o la ricevuta di consegna PEC.

È poi consigliabile far valutare la propria posizione da un professionista o dalle associazioni che seguono la vicenda, prima di ogni eventuale azione individuale: la scelta tra risoluzione degli acquisti e risarcimento, e la quantificazione del danno, dipendono dai documenti e dal caso concreto. Nessuna comunicazione automatica può sostituire questa valutazione.

In sintesi

La decisione del Tribunale di Venezia del 9 giugno 2026 dimostra che le tutele esistono e possono funzionare, ma i diritti a chiamarle in causa non restano aperti all'infinito: prescrivono. Per i risparmiatori fuori dalla class action, la comunicazione di interruzione spedita entro il 30 settembre 2026 è ciò che mantiene viva la possibilità di un futuro recupero, da costruire poi con una valutazione attenta del proprio fascicolo.

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