Bonus affitto genitori separati: fino a 500 euro al mese, ecco chi potrebbe farci domanda
Il contributo dello Stato copre il 50% del canone, fino a 6.000 euro in 12 mesi: requisiti anticipati, tempistiche del bando e documenti da preparare subito.
Dopo una separazione o un divorzio, uno dei problemi più pesanti da risolvere è la casa. Chi lascia l'abitazione familiare si ritrova spesso a pagare un intero canone di locazione, aggiunto alle spese quotidiane e agli eventuali assegni di mantenimento: una soma che, per molte famiglie, diventa insostenibile già nei primi mesi. Per rispondere a questa situazione, la legge di bilancio 2026 ha istituito un contributo pubblico dedicato proprio ai genitori separati o divorziati che devono affittare una nuova casa.
A chi potrebbe spettare questo contributo e cosa si può fare oggi, in attesa che il bando apra?
La misura è contenuta nella legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), all'art. 1, commi 234 e 235, che istituisce il Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati non assegnatari dell'abitazione familiare di proprietà e con figli a carico. Le risorse previste sono di 20 milioni di euro l'anno, per 60 milioni complessivi nel triennio 2026-2028. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), che cura la misura, ha annunciato il 16 settembre 2026 che il bando per presentare le domande è atteso in autunno, con primi contributi potenzialmente erogabili entro la fine dell'anno.
Come funziona il contributo: il 50% del canone, fino a 500 euro al mese
Il sostegno copre una quota della spesa sostenuta per il canone di locazione della nuova abitazione. Nell'impostazione finora indicata dal Ministero, il rimborso arriva al 50% dell'affitto, con un tetto di 500 euro al mese per un massimo di 12 mesi: in pratica, fino a 6.000 euro in un anno. Secondo le prime anticipazioni l'importo spettante sarebbe erogato in un'unica soluzione, ma le modalità definitive saranno quelle fissate dal bando.
È importante capire la natura della misura: non si tratta di uno sconto automatico in bolletta o in fattura, ma di un contributo a domanda. Nessuno lo riceverà senza presentare la richiesta nei modi e nei tempi che il bando indicherà.
I requisiti anticipati dal Ministero
Il bando non è ancora stato pubblicato, quindi i criteri definitivi saranno noti solo con il decreto attuativo che il MIT adotterà di concerto con il MEF. Le anticipazioni fornite finora dal Ministero e riprese dalla stampa economica indicano però un profilo abbastanza definito. Il richiedente dovrebbe essere:
- separato o divorziato, con provvedimento giudiziale che ne attesti la posizione;
- non assegnatario dell'abitazione familiare di proprietà: la misura cioè non riguarda chi ha ricevuto in assegnazione la casa di proprietà dell'ex coniuge o della famiglia;
- genitore con almeno un figlio a carico fino al compimento dei 21 anni;
- titolare di un contratto di locazione regolarmente registrato per la casa in cui vive;
- in regola con i versamenti dell'eventuale assegno di mantenimento;
- con un reddito (Irpef) entro i 35.000 euro annui: secondo le anticipazioni ministeriali il parametro sarebbe il reddito fiscale e non l'ISEE;
- senza altri immobili di proprietà nel raggio di 50 chilometri dall'abitazione familiare (condizione anticipata, da confermare nel bando).
Le prime stime del Ministero indicano una platea potenziale di almeno 5.000 beneficiari, e l'ipotesi di dare priorità, in caso di affollamento delle domande, alle regioni con maggiore emergenza abitativa.
Limiti e precisazioni: il bando non è ancora aperto
Al momento non esiste una finestra ufficiale per presentare la domanda: nessuna piattaforma è stata ancora aperta e nessuna scadenza è stata fissata. I punti ancora da definire con certezza — reddito esatto di riferimento, composizione del nucleo, documentazione richiesta, ordine di erogazione — saranno fissati dal bando e dal decreto attuativo. Le informazioni citate in questo articolo vanno quindi lette come anticipazioni da confermare, non come regole definitive.
Attenzione anche a un fenomeno che accompagna ogni nuovo bonus: appena una misura viene annunciata compaiono siti e profili che propongono di "prenotare" il contributo a pagamento o di accelerare la domanda tramite intermediari. La domanda sarà presentabile online secondo le modalità del bando ufficiale del MIT: non esiste alcuna procedura anticipata, e pagare qualcuno per "bloccare" il bonus non dà alcun diritto.
Cosa significa per i consumatori
- Chi separa o divorzia e paga un affitto per una nuova casa con figli a carico potrebbe rimborsarsi metà del canone, fino a 500 euro al mese, per un anno;
- il contributo non è cumulabile con altri aiuti pubblici all'affitto, secondo le anticipazioni ministeriali;
- essendo a risorse limitate (20 milioni l'anno), i tempi di erogazione dipenderanno dal numero di domande: prepararsi in anticipo conta;
- chi non rientra nei requisiti anticipati può comunque verificare la propria posizione quando il bando sarà pubblicato, perché i criteri definitivi potrebbero differire in dettaglio.
Cosa fare ora, in pratica
In attesa del bando, chi si riconosce nel profilo descritto può mettere in ordine la documentazione che quasi certamente sarà richiesta:
- sentenza di separazione o divorzio (con eventuali accordi sull'assegno di mantenimento e sull'assegnazione della casa);
- contratto di locazione registrato della nuova abitazione, con le ultime quietanze di pagamento;
- dichiarazione dei redditi più recente (o certificazione Unica), per dimostrare il reddito Irpef;
- ricevute dei versamenti del mantenimento, se dovuto: la regolarità è uno dei requisiti indicati;
- documenti su eventuali proprietà immobiliari, utili a dimostrare l'assenza di altri immobili nel raggio previsto.
Conservare questi documenti in un'unica cartella, in copia digitale, permetterà di presentare la domanda appena il bando aprirà, senza inseguire carte all'ultimo momento. Nel frattempo, l'unico canale da seguire è quello ufficiale del Ministero: quando il bando sarà pubblicato, le modalità concrete di domanda — piattaforma, allegati, termini — saranno definite una volta per tutte.
In sintesi
Il contributo per l'affitto dei genitori separati e divorziati è già legge, con risorse stanziate e un bando atteso in autunno: fino al 50% del canone, massimo 500 euro al mese per 12 mesi, per chi non ha la casa familiare assegnata e ha figli a carico fino a 21 anni. Per ora nessuna domanda è presentabile: il meglio che si può fare è preparare i documenti e seguire solo i canali ufficiali, evitando intermediari a pagamento.
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